SHARDANA I POPOLI DEL MARE
Šardana o Šerden
Citati nei documenti a partire dal XVI secolo a.C. e spesso utilizzati come mercenari, li troviamo impiegati nei due campi opposti nella battaglia di Qadeš. Sono forse identificabili con la tribù che popolava o avrebbe colonizzato la Sardegna: l'isola avrebbe quindi preso il nome da essi. I documenti egiziani sembrano riportarli, più tardi,come inseriti tra la popolazione locale come possessori di terre.
Il nome della città storica di Sardi (Sardeis) ha fatto ipotizzare anche un loro stanziamento o una loro provenienza dalla Lidia, una regione dell'Asia Minore prossima alla Licia, collegata altrimenti con i Lukka.
Secondo una teoria di Sergio Frau, che ha avuto larga diffusione mediatica, partendo dall'ipotesi che le mitiche Colonne di Ercole non corrispondano allo stretto di Gibilterra, ma al canale di Sicilia, al centro del mar Mediterraneo e che quindi la mitica Atlantide, situata secondo il racconto di Platone oltre questo punto, non sia altro che la Sardegna, si ipotizza che i Šardana corrispondano alle popolazioni che crearono la civiltà nuragica. Questa sarebbe stata distrutta da grandi inondazioni, di cui non esisterebbero tuttavia prove geologiche e le popolazioni si sarebbero spostate, approfittando della propria padronanza dell'arte della navigazione, nelle terre più ricche del Mediterraneo orientale, invadendo l'antico Egitto. Tale teoria sarebbe suffragata da una supposta somiglianza ravvisata tra i bronzetti nuragici e raffigurazioni presenti in alcune tombe egizie dell'epoca dell'invasione. Alcuni Šardana sarebbero quindi emigrati nella penisola italica, dove avrebbero dato origine alla civiltà etrusca. Secondo Frau questo potrebbe essere provato dal ritrovamento di suppelletili sarde (come bottoni in bronzo e navicelle votive) nelle tombe di Populonia e dalla testimonianza di Strabone che attribuisce i primi re etruschi ai Sardi.
La teoria divulgata da Leonardo Melis nel suo libro Shardana i popoli del mare, non accolta negli ambienti accademici, li fa provenire invece da Ur nel 2000 a.C. circa, dopo il decadimento dell'impero accadico.
Secondo Bruno Vacca e Domenico Uccheddu, i Shardana avrebbero circumnavigato l'Africa prima dei Fenici e dei Cartaginesi di Annone, costruendo le torri in pietra del Grande Zimbabwe, che generalmente sono ritenute costruite in due fasi fra l'XI e il X secolo e fra il XIII e XV secolo. Prove ne sarebbero i bronzetti conservati nel Museo archeologico di Cagliari che ritrarrebbero personaggi dai tratti negroidi, e uno scimpanzé e protomi di animali africani, come il cobu e l'antilope nera, che decorerebbero alcune riproduzioni di navicelle.
L'archeologo Giovanni Ugas sostiene che gli Shardana del II millennio a.C. fossero i sardi costruttori di nuraghes.
Anche il prof. Gigi Sanna ritiene(Sardoa Grammata, S'Alvure Oristano 2004) che i Shardan e i costruttori dei 'nuraghes' fossero lo stesso popolo. Ciò sostiene però non solo su basi archeologiche ma anche su fonti documentarie scritte in alfabeti di origine semitica siro-palestinese (protosinaitico, ugaritico, protocananeo,gublitico e fenicio arcaico). Dette fonti sono costituite, tra le altre, dalle note 'tavolette' in bronzo di Tzricotu di Cabras,dal sigillo in creta di S.Imbenia di Alghero, dall'anello sigillo in bronzo di Pallosu di S.Vero Milis, dal concio in arenaria della Chiesa di S.Pietro di Bosa extra muros, dal cosiddetto 'brassard' di Is Loccis - Santus di S.Giovanni Suergiu e dai due massi basaltici della capanna di Perdu Pes di Paulilatino.
Da wikipedia.
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