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venerdì, ottobre 30, 2009
venerdì, agosto 21, 2009
E.M.M.A. La soluzione per ridare prestigio alla professione marittima

A fine luglio i marittimi del SdM (Sindacato dei Marittimi) hanno inviato al Governo, alla Commissione Europea e alla CONFITARMA, un opuscolo che è da ritenersi una base per poi arrivare ad un vero progetto per la costituzione della prima Accademia Europea della Marina Mercantile (a corso universitario).
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giovedì, giugno 18, 2009
Risposta del SDM(Sindacato dei Marittimi) al Ministero dei Trasporti
Ecco in sintesi cosa il SDM ha proposto:
Tonnage Tax – usare il denaro prima per dare i rimborsi ai lavoratori che ne hanno diritto, relativi ai corsi svolti dagli stessi nell’anno 2000. Poiché questa norma è stata pensata per riportare sotto bandiera comunitaria le navi, e mettere in movimento il mercato del lavoro marittimo comunitario, e visto che l’agevolazione è fiscale quindi detto con parole povere entrate minori per lo Stato italiano, secondo noi nel testo si doveva così stabilire:
- imbarco di minimo 2 Allievi, 1 coperta e 1 di macchina (come anche previsto nel Registro Int.le)
- stabilire che minimo il 65% dell’equipaggio sia italiano (le agevolazioni le offre l’Italia, almeno un rientro in posti di lavoro appare opportuno) e il restante per lavoratori comunitari. Solo provando con documenti ufficiali che non si è trovato nessuno italiano e comunitario, parte del restante 35% può essere usato per impiegare extracomunitari. Per gli armatori che impiegheranno il 100% italiani, un ulteriore bonus. Questi sono dati chiaramente da valutare e su cui discutere, ma già siamo un passo in avanti rispetto all’attuale normativa
- prevedere l’obbligo di formazione diretta o mista, ma eliminare la opzione indiretta. Per la mista stabilire un minimo periodo nel quale deve essere obbligatorio imbarcare gli allievi (almeno 210 gg) Agevolazione fiscale vuol dire alleggerire la pressione relativa alle tasse, ma è chiaro che chi vuole usufruire di questa deve dare qualcosa in cambio almeno vicino a quanto fruito. Non si può dare una agevolazione e chiedere in cambio 1 solo posto di lavoro (allievo) o in alternativa un versamento di 22.732€.
Registro Internazionale – che vengano effettuati controlli più mirati. Si ricorda che prima di arrivare all’impiego di extracomunitari, si deve provare di non aver trovato nessuno in Italia e Unione Europea. Chiediamo numero verde per favorire segnalazioni anonime da parte dei lavoratori, così da demotivare atteggiamenti impuniti, almeno in qualche realtà facilmente controllabile, e facilitare anche il lavoro delle stesse Capitanerie. Direte Voi, ma qualcuno potrebbe obiettare dicendo che le navi se non rientrano in porti italiani non possono essere controllate. Queste sono semplici SCUSE e NON VOLONTA’ a contrastare certi comportamenti, e questo perchè si potrebbe certamente stabilire per legge che le compagnie che applicano tale norma, depositino, ogni volta che sono modificate, le crew list, presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Ci sono le e-mail oggi, lo Stato può ancora fare leggi, quindi … … (nella Tonnage Tax la telematica è usata, o no?) Così com’è oggi il registro internazionale sembra che il Governo si sia scaricato un po’ le responsabilità, lasciando alle parti sociali il solo compito di controllare. Senza fare polemica o accusa, sarebbe il caso che lo Stato riprendesse il controllo della situazione, al massimo coadiuvato da tutte le parti sociali.
Controlli su procedure di imbarco e sbarco – Per aggirare alcuni controlli, molti imbarchi e sbarchi avvengono in porti esteri. Si dovrebbe controllare specialmente quei casi quando tali operazioni avvengono in porti esteri poco prima del rientro della nave in Italia, o peggio poche ore dopo che questa abbia lascito l'Italia. In questi imbarchi/sbarchi si cambia il personale italiano con quello straniero. Alcune volte questa procedura è dettata da necessità reali, ma spesso il motivo è ben altro. L'unico modo per controllare, è imporre l'invio telematico delle crew list aggiornate ad un ufficio che controlli questi documenti. Molti di questi dati sono già in possesso degli uffici preposti, i quali però hanno difficoltà nei controlli, forse per poca organizzazione. Non facciamo di tutta un erba un fascio, e crediamo che molti armatori non avranno problemi a collaborare.
Costituzione rapida del collocamento gente di mare – fornirebbe molti dati interessanti oltre che essere prima forma di tutela di lavoro per gli italiani. Magari non leggeremo più titoli di armatori devastati dal dolore nel dover assumere stranieri! Questo fornirebbe anche dati per valutare il reale peso della crisi del Crew Shortage, non come ora che i dati offerti sono solo stimati. Con questi dati poi si prendono decisioni su come agire per arginare questa crisi.
Agevolazioni fiscali (nostra proposta prot 985/2009 del 12 gennaio 2009)
- Permettere ai lavoratori marittimi di poter scaricare i corsi obbligatori dalla dichiarazione dei redditi;
- Abolire la marca da bollo per presentare alle Capitanerie di Porto istanze relative a registrazioni a Libretto di Navigazione (esempio registrazione corsi, qualifiche professionali ect) o rilascio/rinnovo certificazione IMO
- Riconoscere ai lavoratori marittimi che svolgono loro attività lavorative su navi con bandiera italiana stesso trattamento dei colleghi che navigano su navi battenti altra bandiera (es Panamense), e cioè svolti 180 giorni di imbarco riconoscere loro agevolazioni fiscali.
- Ricevere atteso rimborso dei corsi obbligatori STCW frequentati nel 2000, 9 anni di attesa possono bastare, o no?
Per leggere l'intera lettera e il relativo comunicato
CLICCA QUI
Tonnage Tax – usare il denaro prima per dare i rimborsi ai lavoratori che ne hanno diritto, relativi ai corsi svolti dagli stessi nell’anno 2000. Poiché questa norma è stata pensata per riportare sotto bandiera comunitaria le navi, e mettere in movimento il mercato del lavoro marittimo comunitario, e visto che l’agevolazione è fiscale quindi detto con parole povere entrate minori per lo Stato italiano, secondo noi nel testo si doveva così stabilire:
- imbarco di minimo 2 Allievi, 1 coperta e 1 di macchina (come anche previsto nel Registro Int.le)
- stabilire che minimo il 65% dell’equipaggio sia italiano (le agevolazioni le offre l’Italia, almeno un rientro in posti di lavoro appare opportuno) e il restante per lavoratori comunitari. Solo provando con documenti ufficiali che non si è trovato nessuno italiano e comunitario, parte del restante 35% può essere usato per impiegare extracomunitari. Per gli armatori che impiegheranno il 100% italiani, un ulteriore bonus. Questi sono dati chiaramente da valutare e su cui discutere, ma già siamo un passo in avanti rispetto all’attuale normativa
- prevedere l’obbligo di formazione diretta o mista, ma eliminare la opzione indiretta. Per la mista stabilire un minimo periodo nel quale deve essere obbligatorio imbarcare gli allievi (almeno 210 gg) Agevolazione fiscale vuol dire alleggerire la pressione relativa alle tasse, ma è chiaro che chi vuole usufruire di questa deve dare qualcosa in cambio almeno vicino a quanto fruito. Non si può dare una agevolazione e chiedere in cambio 1 solo posto di lavoro (allievo) o in alternativa un versamento di 22.732€.
Registro Internazionale – che vengano effettuati controlli più mirati. Si ricorda che prima di arrivare all’impiego di extracomunitari, si deve provare di non aver trovato nessuno in Italia e Unione Europea. Chiediamo numero verde per favorire segnalazioni anonime da parte dei lavoratori, così da demotivare atteggiamenti impuniti, almeno in qualche realtà facilmente controllabile, e facilitare anche il lavoro delle stesse Capitanerie. Direte Voi, ma qualcuno potrebbe obiettare dicendo che le navi se non rientrano in porti italiani non possono essere controllate. Queste sono semplici SCUSE e NON VOLONTA’ a contrastare certi comportamenti, e questo perchè si potrebbe certamente stabilire per legge che le compagnie che applicano tale norma, depositino, ogni volta che sono modificate, le crew list, presso il Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Ci sono le e-mail oggi, lo Stato può ancora fare leggi, quindi … … (nella Tonnage Tax la telematica è usata, o no?) Così com’è oggi il registro internazionale sembra che il Governo si sia scaricato un po’ le responsabilità, lasciando alle parti sociali il solo compito di controllare. Senza fare polemica o accusa, sarebbe il caso che lo Stato riprendesse il controllo della situazione, al massimo coadiuvato da tutte le parti sociali.
Controlli su procedure di imbarco e sbarco – Per aggirare alcuni controlli, molti imbarchi e sbarchi avvengono in porti esteri. Si dovrebbe controllare specialmente quei casi quando tali operazioni avvengono in porti esteri poco prima del rientro della nave in Italia, o peggio poche ore dopo che questa abbia lascito l'Italia. In questi imbarchi/sbarchi si cambia il personale italiano con quello straniero. Alcune volte questa procedura è dettata da necessità reali, ma spesso il motivo è ben altro. L'unico modo per controllare, è imporre l'invio telematico delle crew list aggiornate ad un ufficio che controlli questi documenti. Molti di questi dati sono già in possesso degli uffici preposti, i quali però hanno difficoltà nei controlli, forse per poca organizzazione. Non facciamo di tutta un erba un fascio, e crediamo che molti armatori non avranno problemi a collaborare.
Costituzione rapida del collocamento gente di mare – fornirebbe molti dati interessanti oltre che essere prima forma di tutela di lavoro per gli italiani. Magari non leggeremo più titoli di armatori devastati dal dolore nel dover assumere stranieri! Questo fornirebbe anche dati per valutare il reale peso della crisi del Crew Shortage, non come ora che i dati offerti sono solo stimati. Con questi dati poi si prendono decisioni su come agire per arginare questa crisi.
Agevolazioni fiscali (nostra proposta prot 985/2009 del 12 gennaio 2009)
- Permettere ai lavoratori marittimi di poter scaricare i corsi obbligatori dalla dichiarazione dei redditi;
- Abolire la marca da bollo per presentare alle Capitanerie di Porto istanze relative a registrazioni a Libretto di Navigazione (esempio registrazione corsi, qualifiche professionali ect) o rilascio/rinnovo certificazione IMO
- Riconoscere ai lavoratori marittimi che svolgono loro attività lavorative su navi con bandiera italiana stesso trattamento dei colleghi che navigano su navi battenti altra bandiera (es Panamense), e cioè svolti 180 giorni di imbarco riconoscere loro agevolazioni fiscali.
- Ricevere atteso rimborso dei corsi obbligatori STCW frequentati nel 2000, 9 anni di attesa possono bastare, o no?
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domenica, maggio 17, 2009
SUL MARE I CONTI NON TORNANO
Alcuni si chiedono se sia possibile che un extracomunitario possa guadagnare, avendo pari qualifica e grado, più di un lavoratore nazionale. Abbiamo scoperto che vi sono professioni in cui questo è possibile. E una di queste è quella marittima.
Da un confronto tra statini paga di marittimi italiani e indiani è emerso che ufficiali italiani, su navi italiane, guadagnano meno di ufficiali extracomunitari imbarcati su una stessa nave.
Il Sindacato dei Marittimi (SDM) ha fatto quattro conti ed è venuto fuori quanto segue:
“facendo il confronto tra lo stipendio mensile di un Comandate italiano e quelli di ufficiali indiani, rimanendo sempre fermi sul concetto che l’armatore non ci rimette mai, quello che emerge è un punto su cui riflettere e seriamente. I dati che seguono sono di personale di stessa nave, stessa mensilità e provengono dagli statini paga:
- Comandante italiano 4.323,03€ (CCNL Italiano)
- Direttore di Macchina indiano 8.380,00$ pari a 6.143,92€ (Contratto ITF) (in genere il Direttore di Macchina italiano guadagna leggermente meno rispetto ad un Comandante sempre italiano)
- Primo Ufficiale di Macchina indiano 6.430,00$ pari a 4.714,25€ (Contratto ITF) (Il primo ufficiale, sia esso di Macchina che di coperta, è un sottoposto del Comandante-E come potete notare, in questo caso, guadagna più del Comandante).”
Il contratto applicato agli extracomunitari, ed in questo caso agli indiani, è stipulato dall’ ITF (International Transport Federation), mentre quello italiano è firmato dalla famosa triade sindacale, composta da CGIL CISL e UIL.
Infine, se consideriamo la differenza del costo della vita tra l’Italia e l’India e che questi extracomunitari non risiedono in Italia, ma nella loro patria, questa situazione prende l’aspetto di un vero e proprio paradosso.
Fonte: La Voce dei Marinai
Da un confronto tra statini paga di marittimi italiani e indiani è emerso che ufficiali italiani, su navi italiane, guadagnano meno di ufficiali extracomunitari imbarcati su una stessa nave.
Il Sindacato dei Marittimi (SDM) ha fatto quattro conti ed è venuto fuori quanto segue:
“facendo il confronto tra lo stipendio mensile di un Comandate italiano e quelli di ufficiali indiani, rimanendo sempre fermi sul concetto che l’armatore non ci rimette mai, quello che emerge è un punto su cui riflettere e seriamente. I dati che seguono sono di personale di stessa nave, stessa mensilità e provengono dagli statini paga:
- Comandante italiano 4.323,03€ (CCNL Italiano)
- Direttore di Macchina indiano 8.380,00$ pari a 6.143,92€ (Contratto ITF) (in genere il Direttore di Macchina italiano guadagna leggermente meno rispetto ad un Comandante sempre italiano)
- Primo Ufficiale di Macchina indiano 6.430,00$ pari a 4.714,25€ (Contratto ITF) (Il primo ufficiale, sia esso di Macchina che di coperta, è un sottoposto del Comandante-E come potete notare, in questo caso, guadagna più del Comandante).”
Il contratto applicato agli extracomunitari, ed in questo caso agli indiani, è stipulato dall’ ITF (International Transport Federation), mentre quello italiano è firmato dalla famosa triade sindacale, composta da CGIL CISL e UIL.
Infine, se consideriamo la differenza del costo della vita tra l’Italia e l’India e che questi extracomunitari non risiedono in Italia, ma nella loro patria, questa situazione prende l’aspetto di un vero e proprio paradosso.
Fonte: La Voce dei Marinai
sabato, aprile 25, 2009
AMIANTO MARITTIMI: L'INIZIATIVA DEL SDM (Sindacato dei Marittimi)
"In una società democratica ben ordinata non c'è posto, non c'è motivo di illegalità o scioperi. In tale società vi sono ampi mezzi legali per reclamare giustizia. La violenza, velata o scoperta, deve essere un tabù" (Mahatma Gandhi)
Il Sindacato dei Marittimi si è unito già in passato all'appello lanciato dall'IPSEMA, dalle altre OO.SS. e da migliaia di lavoratori marittimi per vedere riconosciuto un diritto ancora oggi disatteso. Purtroppo le strade sin'ora intraprese, le proposte normative sin'ora avanzate, sono rimaste oggetto di scarsa considerazione e attenzione da parte delle Istituzioni.
Il confronto e il dibattito sono senz'altro strumenti prioritari ma di fronte ad un'incertezza ancora maggiore, quella dell'eterna precarietà di un diritto, si impongono nuovi orientamenti che lascino finalmente intravedere un percorso efficace per uscire da una grave e discriminante situazione di stallo.
E così, spinto da pressioni da parte di comitati, associazioni nonché da singoli lavoratori, aderenti o meno alla propria o ad altre sigle sindacali, il Sindacato dei Marittimi viene chiamato a farsi promotore di una efficace azione legale a specifica tutela di tutti i marittimi esposti al rischio amianto.
Alcuni marittimi, che hanno adito le vie legali hanno visto, infatti, riconosciuti i benefici dovuti all’esposizione per più di 10 anni alle fibre d’amianto. Questo indica quale sia la vera ed unica strada da seguire, ma è necessario unirsi per raggiungere un risultato che sia davvero positivo per l'intera categoria!
Nasce così, in concertazione con lo studio legale Picozzi e Morigi, l'iniziativa "Azione Amianto Marittimi", con il dichiarato intento di porre fine a questa interminabile odissea.
Per maggiori informazioni
CLICCA QUI
Il Sindacato dei Marittimi si è unito già in passato all'appello lanciato dall'IPSEMA, dalle altre OO.SS. e da migliaia di lavoratori marittimi per vedere riconosciuto un diritto ancora oggi disatteso. Purtroppo le strade sin'ora intraprese, le proposte normative sin'ora avanzate, sono rimaste oggetto di scarsa considerazione e attenzione da parte delle Istituzioni.
Il confronto e il dibattito sono senz'altro strumenti prioritari ma di fronte ad un'incertezza ancora maggiore, quella dell'eterna precarietà di un diritto, si impongono nuovi orientamenti che lascino finalmente intravedere un percorso efficace per uscire da una grave e discriminante situazione di stallo.
E così, spinto da pressioni da parte di comitati, associazioni nonché da singoli lavoratori, aderenti o meno alla propria o ad altre sigle sindacali, il Sindacato dei Marittimi viene chiamato a farsi promotore di una efficace azione legale a specifica tutela di tutti i marittimi esposti al rischio amianto.
Alcuni marittimi, che hanno adito le vie legali hanno visto, infatti, riconosciuti i benefici dovuti all’esposizione per più di 10 anni alle fibre d’amianto. Questo indica quale sia la vera ed unica strada da seguire, ma è necessario unirsi per raggiungere un risultato che sia davvero positivo per l'intera categoria!
Nasce così, in concertazione con lo studio legale Picozzi e Morigi, l'iniziativa "Azione Amianto Marittimi", con il dichiarato intento di porre fine a questa interminabile odissea.
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Etichette: Amianto
venerdì, aprile 03, 2009
IN RICORDO DEL GRANDE PAPA
Giovanni Paolo II comunicava forte carica speranza
CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Ieri, 2 aprile, quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, alle 18:00, la Santa Messa nella Basilica di San Pietro in suffragio del compianto Predecessore.
"Ci riunisce questa sera il suo ricordo, che continua ad essere vivo nel cuore della gente" - ha detto Benedetto XVI nell'omelia - "come dimostra anche l'ininterrotto pellegrinaggio di fedeli alla sua tomba, nelle Grotte Vaticane".
"La vostra presenza" - ha detto il Papa rivolgendosi in particolare alle migliaia di giovani che gremivano la Basilica - "mi richiama alla mente l'entusiasmo che Giovanni Paolo II sapeva infondere nelle nuove generazioni. La sua memoria è stimolo per tutti noi, raccolti in questa Basilica dove in molte occasioni egli ha celebrato l'Eucaristia, a lasciarci illuminare ed interpellare dalla Parola di Dio".
Nel citare la lettura del Vangelo odierno, Benedetto XVI ha sottolineato la difficoltà di essere testimoni di Cristo. "Ed il pensiero va all'amato Servo di Dio Karol Wojtyla - Giovanni Paolo II" - ha detto il Papa - "che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. Dall'inizio del pontificato sino al 2 aprile del 2005, non ebbe paura di proclamare, a tutti e sempre, che solo Gesù è il Salvatore e il vero Liberatore dell'uomo".
"Guardando alla sua esistenza," - ha proseguito il Papa - "vi vediamo come realizzata la promessa di fecondità fatta da Dio ad Abramo (...). Si potrebbe dire che specialmente negli anni del suo lungo pontificato, egli ha generato alla fede molti figli e figlie. Ne siete segno visibile voi, cari giovani presenti questa sera; voi, giovani di Roma e voi, giovani venuti da Sydney e da Madrid, a rappresentare idealmente le schiere di ragazzi e ragazze che hanno partecipato alle ormai 23 Giornate Mondiali della Gioventù, in varie parti del mondo. Quante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, quante giovani famiglie decise a vivere l'ideale evangelico e a tendere alla santità sono legate alla testimonianza e alla predicazione del mio venerato Predecessore! Quanti ragazzi e ragazze si sono convertiti, o hanno perseverato nel loro cammino cristiano grazie alla sua preghiera, al suo incoraggiamento, al suo sostegno e al suo esempio!".
"Giovanni Paolo riusciva a comunicare una forte carica di speranza, fondata sulla fede in Gesù Cristo, il quale 'è lo stesso ieri, oggi e per sempre' (Eb 13,8), come recitava il motto del Grande Giubileo del 2000. Come padre affettuoso e attento educatore, indicava sicuri e saldi punti di riferimento indispensabili per tutti, in special modo per la gioventù. E nell'ora dell'agonia e della morte, questa nuova generazione volle manifestargli di aver compreso i suoi ammaestramenti, raccogliendosi silenziosamente in preghiera in Piazza San Pietro e in tanti altri luoghi del mondo. Sentivano, i giovani, che la sua scomparsa costituiva una perdita: moriva il 'loro' Papa, che consideravano 'loro padre' nella fede".
"Cari giovani, non si può vivere senza sperare" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "Fate però attenzione: in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere più forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di più contrario al messaggio di Gesù! Egli non vuole che i suoi discepoli 'recitino' una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi 'siano' speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui".
"Se le parole di Cristo rimangono in noi, possiamo propagare la fiamma di quell'amore che Egli ha acceso sulla terra; possiamo portare alta la fiaccola della fede e della speranza (...). E' la fiaccola che il Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato in eredità. L'ha consegnata a me, come suo successore; ed io questa sera la consegno idealmente, ancora una volta, in un modo speciale a voi, giovani di Roma, perché continuiate ad essere sentinelle del mattino, vigili e gioiosi in quest'alba del terzo millennio".
HML/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 090403 (700)
Da VIS-VATICAN INFORMATION SERVICE
CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2009 (VIS). Ieri, 2 aprile, quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, alle 18:00, la Santa Messa nella Basilica di San Pietro in suffragio del compianto Predecessore.
"Ci riunisce questa sera il suo ricordo, che continua ad essere vivo nel cuore della gente" - ha detto Benedetto XVI nell'omelia - "come dimostra anche l'ininterrotto pellegrinaggio di fedeli alla sua tomba, nelle Grotte Vaticane".
"La vostra presenza" - ha detto il Papa rivolgendosi in particolare alle migliaia di giovani che gremivano la Basilica - "mi richiama alla mente l'entusiasmo che Giovanni Paolo II sapeva infondere nelle nuove generazioni. La sua memoria è stimolo per tutti noi, raccolti in questa Basilica dove in molte occasioni egli ha celebrato l'Eucaristia, a lasciarci illuminare ed interpellare dalla Parola di Dio".
Nel citare la lettura del Vangelo odierno, Benedetto XVI ha sottolineato la difficoltà di essere testimoni di Cristo. "Ed il pensiero va all'amato Servo di Dio Karol Wojtyla - Giovanni Paolo II" - ha detto il Papa - "che sin da giovane si mostrò intrepido e ardito difensore di Cristo: per lui non esitò a spendere ogni energia al fine di diffonderne dappertutto la luce; non accettò di scendere a compromessi quando si trattava di proclamare e difendere la sua Verità; non si stancò mai di diffondere il suo amore. Dall'inizio del pontificato sino al 2 aprile del 2005, non ebbe paura di proclamare, a tutti e sempre, che solo Gesù è il Salvatore e il vero Liberatore dell'uomo".
"Guardando alla sua esistenza," - ha proseguito il Papa - "vi vediamo come realizzata la promessa di fecondità fatta da Dio ad Abramo (...). Si potrebbe dire che specialmente negli anni del suo lungo pontificato, egli ha generato alla fede molti figli e figlie. Ne siete segno visibile voi, cari giovani presenti questa sera; voi, giovani di Roma e voi, giovani venuti da Sydney e da Madrid, a rappresentare idealmente le schiere di ragazzi e ragazze che hanno partecipato alle ormai 23 Giornate Mondiali della Gioventù, in varie parti del mondo. Quante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, quante giovani famiglie decise a vivere l'ideale evangelico e a tendere alla santità sono legate alla testimonianza e alla predicazione del mio venerato Predecessore! Quanti ragazzi e ragazze si sono convertiti, o hanno perseverato nel loro cammino cristiano grazie alla sua preghiera, al suo incoraggiamento, al suo sostegno e al suo esempio!".
"Giovanni Paolo riusciva a comunicare una forte carica di speranza, fondata sulla fede in Gesù Cristo, il quale 'è lo stesso ieri, oggi e per sempre' (Eb 13,8), come recitava il motto del Grande Giubileo del 2000. Come padre affettuoso e attento educatore, indicava sicuri e saldi punti di riferimento indispensabili per tutti, in special modo per la gioventù. E nell'ora dell'agonia e della morte, questa nuova generazione volle manifestargli di aver compreso i suoi ammaestramenti, raccogliendosi silenziosamente in preghiera in Piazza San Pietro e in tanti altri luoghi del mondo. Sentivano, i giovani, che la sua scomparsa costituiva una perdita: moriva il 'loro' Papa, che consideravano 'loro padre' nella fede".
"Cari giovani, non si può vivere senza sperare" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "Fate però attenzione: in momenti come questo, dato il contesto culturale e sociale nel quale viviamo, potrebbe essere più forte il rischio di ridurre la speranza cristiana a ideologia, a slogan di gruppo, a rivestimento esteriore. Nulla di più contrario al messaggio di Gesù! Egli non vuole che i suoi discepoli 'recitino' una parte, magari quella della speranza. Egli vuole che essi 'siano' speranza, e possono esserlo soltanto se restano uniti a Lui".
"Se le parole di Cristo rimangono in noi, possiamo propagare la fiamma di quell'amore che Egli ha acceso sulla terra; possiamo portare alta la fiaccola della fede e della speranza (...). E' la fiaccola che il Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato in eredità. L'ha consegnata a me, come suo successore; ed io questa sera la consegno idealmente, ancora una volta, in un modo speciale a voi, giovani di Roma, perché continuiate ad essere sentinelle del mattino, vigili e gioiosi in quest'alba del terzo millennio".
HML/GIOVANNI PAOLO II/... VIS 090403 (700)
Da VIS-VATICAN INFORMATION SERVICE
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giovedì, aprile 02, 2009
Sui rimborsi dei corsi STCW 95 anno 2000/2001
Dopo una richiesta inviata al Governo lo scorso gennaio, dal SDM (Sindacato dei Marittimi), il SEGRETARIATO GENERALE DIPARTIMENTO PER IL COORDINAMENTO AMMINISTRATIVO della Presidenza del Consiglio ha spedito, in data 26 marzo 2009, ai Ministeri Trasporti,Lavoro ed Economia, una richiesta di valutazioni inerente al rimborso dei corsi STCW 95 anno 2000/2001 e ad agevolazioni per i marittimi richieste dallo stesso SDM.
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mercoledì, aprile 01, 2009
CORSO DI GRAMMATICA INGLESE
Clicca sul tasto estremo in alto a destra per leggere a tutto schermo
Corso Di Grammatica Inglese
Corso Di Grammatica Inglese
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sabato, marzo 28, 2009
CHIESTO DAL SDM (Sindacato dei Marittimi), AL GOVERNO, UN INTERVENTO SERIO PER PORRE FINE ALL'AFFATICAMENTO SULLE NAVI
Il 24 marzo 2009, il SDM (Sindacato dei Marittimi), con lettera indirizzata al ministero delle Infrastrutture e Trasporti ed a quello del Lavoro, ha chiesto un intervento serio che ponga definitivamente fine all'affaticamento sulle navi, che fino ad oggi è stato una delle cause primarie di incidenti marittimi. In questa lettera si chiede, per eliminare il problema, di imporre un aumento di personale su tutte le navi senza limitazioni di stazza, viaggi e servizio a cui le navi sono destinate. E' da diverso tempo che gli inglesi stanno studiando l'affaticamento sulle navi e vari rapporti sono stati pubblicati e presentati all'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) che si occupa della sicurezza sulle navi. Secondo il SDM è tempo che si ponga fine a questo affaticamento che porta l'uomo di mare alla morte. Inoltre gli incidenti dipesi dalla presenza dell'affaticamento sulle navi sono spesso causa di inquinamento.
Per leggere l'avviso del SDM e la lettera inviata
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Etichette: Affaticamento, sindacati
mercoledì, marzo 25, 2009
I marittimi del SDM danno vita al "MURO DELL'INDIFFERENZA"
I marittimi sono stufi di non essere continuamente risposti da una parte delle istituzioni, per cui il loro sindacato ha dato vita all'iniziativa web :"MURO DELL'INDIFFERENZA" . Su questo muro il sindacato dei marittimi (SDM), creato e composto da appartenenti alla Gente di Mare, appiccicherà le foto di coloro che avranno continuamente evitato di rispondere alle istanze proposte dai marittimi e di coloro che con le loro azioni e/o omissioni avranno nociuto agli stessi. Accanto a questo muro virtuale saranno evidenziate le motivazioni che hanno portato ad appendere la foto.
Nel sito del SDM è riportato quanto segue:
SDM Sindacato dei Marittimi è stato accusato di diffamare, perchè per la prima volta un sindacato di categoria e specializzato in un settore prestigioso e particolare come quello marittimo, pubblica i nomi di chi firma accordi, contratti e decreti. Questa attività non è diffamatoria ma vera e propria informazione, compito che avrebbero i media ma che nella realtà non viene onorato. Non è diffamazione dire che un certo decreto è stato firmato da una determinata persona (oltretutto, dandone prova).
Abbiamo deciso, dopo questi primi due anni di attività, di continuare a seguire questa strada ma abbiamo notato che in Italia c'è un brutto vizio, e cioè all' indifferenza poi segue il dimenticare la faccia e il nome di chi ha tenuto questo spregevole comportamento, diventando indifferenti . Per ovviare a questo abbiamo messo on line un muro virtuale, dove attaccheremo la foto degli INDIFFERENTI con ovviamente le prove che attestano tale alto riconoscimento. Si, perchè se i danni prodotti dagli indifferenti continuano nel tempo, loro vengono ingiustamente dimenticati, ed è giusto invece dare loro eterno riconoscimento (eterno, per quanto possibile ma internet farà il miracolo).
Nel sito del SDM è riportato quanto segue:
SDM Sindacato dei Marittimi è stato accusato di diffamare, perchè per la prima volta un sindacato di categoria e specializzato in un settore prestigioso e particolare come quello marittimo, pubblica i nomi di chi firma accordi, contratti e decreti. Questa attività non è diffamatoria ma vera e propria informazione, compito che avrebbero i media ma che nella realtà non viene onorato. Non è diffamazione dire che un certo decreto è stato firmato da una determinata persona (oltretutto, dandone prova).
Abbiamo deciso, dopo questi primi due anni di attività, di continuare a seguire questa strada ma abbiamo notato che in Italia c'è un brutto vizio, e cioè all' indifferenza poi segue il dimenticare la faccia e il nome di chi ha tenuto questo spregevole comportamento, diventando indifferenti . Per ovviare a questo abbiamo messo on line un muro virtuale, dove attaccheremo la foto degli INDIFFERENTI con ovviamente le prove che attestano tale alto riconoscimento. Si, perchè se i danni prodotti dagli indifferenti continuano nel tempo, loro vengono ingiustamente dimenticati, ed è giusto invece dare loro eterno riconoscimento (eterno, per quanto possibile ma internet farà il miracolo).
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